Non auguri, condivisione! ( buona pasqua )

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Ho scelto di non inviare cartoline di auguri quest’anno ma di condividere il mio pensiero.

Pasqua, quella che celebriamo in questi giorni, credo che può e debba rappresentare un punto di svolta per tutti noi, credenti e non. Non penso al fatto che si incominciano a intravedere alcuni segnali positivi nell’evoluzione del Covid-19.

Questa esperienza, lo spero almeno, ha toccato tutti noi e ha portato a una riflessione sul cambiamento personale, che dovremo favorire con determinazione.

Quanta la solitudine che abbiamo percepito (direttamente e indirettamente), che ci è stata dichiarata con una frase o un gesto in queste settimane negli anziani, nei gruppi a rischio, nelle famiglie monoparentali, negli adolescenti e nelle famiglie.

Solitudine e silenzio dovuti all’incertezza, alla mancanza di contatto diretto con le persone a cui si vuole bene, alla cerchia di amici.

I Caregiver hanno vissuto e vivono un carico psicofisico molto pesante, alle notizie che senza sosta diffondevano informazioni brutali sul rischio di morte dei gruppi a rischio e sul fatto che si sarebbe potuto escludere persone da interventi indispensabili per sperare di vivere.

Il mio lavoro di coordinatore non è solo di pianificare il presente è di immaginare anche come sarà il futuro e di cosa vogliamo mettere in capo per “domani”.

Mi ha risposto la natura… nel nostro ufficio accanto alla mia scrivania si trova una finestra, da alcuni giorni sentivo un rumore strano proveniente dal lato esterno (tra lo stipite e la tapparella). Incuriositi siamo andati a vedere cosa fosse e abbiamo trovato alcuni uccellini che stanno edificando il loro nido.

Il lavoro delle equipe al telefono, che visitano le case per fornire i pasti, i medicamenti e i bisogni richiesti di ogni genere non saranno più adeguati o saranno incompleti ai bisogni dei gruppi a rischio. Dobbiamo costruire IL DIALOGO e riportare momenti con gli operatori; diventa fondamentale e importante ristabilire un contatto tra il chiuso delle case e i servizi e non sarà facile!

Richiederà da parte di tutti estremo coraggio ed inventiva e collaborazione tra i servizi esistenti per

ri-inventare e ricercare innovazione.

In questi giorni abbiamo pensato (purtroppo non potendo sempre intervenire di persona ma “solo” telefonicamente) alle persone, alle famiglie che vivono e assistono persone che stanno facendo un percorso di vita nelle sfere del declino cognitivo e motorio; a quei gruppi a rischio cardiopatici, diabetici, affetti da patologia oncologica che sono stati trascurati e stanno vivendo, assieme ai loro cari, giorni di ansia per il futuro. Tutte queste persone non hanno solo percepito ma toccano questa atmosfera di “mancanza di libertà” di movimento in un silenzio che mi lascia allibito.

Dopo tutto questo e queste fatiche DEVE e DOBBIAMO creare un mondo nuovo; dovremo costruire, profondamente cambiati da come siamo oggi. Sarà compito di tutta la società impegnarsi perché i così detti gruppi a rischio riacquistino fiducia e sentano nuovamente il calore delle comunità.

Il macigno della desolazione e della solitudine di questo periodo peseranno come un frammento di roccia, se non saremo capaci di trasmettere fiducia per il futuro. La capacità di trasmettere questa fiducia appartiene a noi cittadini, appartiene a gruppi organizzati, appartiene ai servizi di assistenza e in quelli sanitari, appartiene a gruppi di volontariato che non hanno rinunciato a svolgere servizi essenziali, appartiene ai gruppi a rischio e i loro famigliari che hanno conservato spazio nella mente e nel cuore per continuare nel loro percorso anche con gesti di generosità verso altre persone.

Ri-Costruire e immaginare un’alleanza forte. Non solo per le persone più deboli, ma anche per tutti gli altri, perché non è più vivibile una città dove le persone più vulnerabili e alcuni anziani soffrono.

Mi associo all’augurio di Pasqua delle mie colleghe e colleghi consapevoli che saremo più coesi, più generosi, più attenti alle fragilità e alle solitudini. Faremo sicuramente fatica per capire che lo stile delle nostre vite, dominato dalla centralità del singolo, è stato cancellato da un singolo virus.

Ora l’alternativa è tra continuare come se nulla fosse, attendendo il prossimo disastro; o scegliere la cura: l’intelligenza verso i bisogni di tutti gli abitanti delle nostre comunità e il rispetto di tutti gli elementi.

Questo è il mio pensiero di Buona Pasqua costruito e condiviso con alcuni colleghi e amici.

Yves

Coordinatore CDSA Biasca e Valli

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